Per certi versi è dura lasciarsi alle spalle un anno come il 2008, ricco di soddisfazioni e delusione. C'è chi lo ricorderà per le discusse Olimpiadi cinesi di Pechino e le proteste pro Tibet, chi per l'elezione del primo presidente nero U.S.A. Barack Obama, chi per l'Heineken Colli Festival, chi per Phenix Mars Lander, la prima navicella della NASA a toccare il suolo di Marte, chi per la megafesta a Colli di Capodanno 2008, chi per la Giornata Mondiale della Gioventù a Sydney o la crisi economica, chi per l'Oktoberfest a Colli. Insomma, i motivi sono sempre tanti, seri e anche futili ma quello che accomuna qualunque persona su questa terra (voi che state leggendo, io che sto scrivendo, i vostri amici, persone del cinema e dello spettacolo, famosi e non famosi di qualunque paese, credo o religione) è la fatidica domanda che inizia a frullarti in testa già a Natale…

CHE COSA CAVOLO FACCIO A CAPODANNO?

Eravamo forti di un precedente veglione di S.Silvestro con i controcazzi (perdonateci per la parola contro), un tendone di 100mq che aveva ospitato circa 150 persone festanti, sembrava più una sagra di paese che una festa privata! Un risultato ottimo, non c'è che dire ma nato da un incastro di situazioni:

•  la voglia di Bisy e Rik di strafare e spostare il limite un po' più in là del solito

•  la disponibilità di molte persone a lavorare al progetto con entusiasmo

•  la quasi certezza matematica di potersi permettere un gazebo di tale dimensione e riempirlo a dovere.

Quest'anno la situazione si presentava molto più diversa, l'organizzazione doveva essere più veloce e con pochi giorni a disposizione da dedicare, così si optò per un ritorno alle origini con cenone sotto al portico e sala per ballare…divertimento assicurato!

I preparativi si susseguivano regolari, ormai si sapeva già cosa fare. Certe azioni diventavano quasi routine ormai, spostare mobili di casa, sistemare tavoli, affittare casse e luci (ma quanto era bello il faretto!) e pensare al cenone…”oh, famo du primi!” – la frase di Bisy risuonò non come una domanda, un invito, un argomento di discussione ma piuttosto come una scelta già fatta, rimaneva solo di decidere cosa.

In questo clima natalizio e di preparativi intanto il caro vecchio dentro ma sempre giovane fuori Orthomyxovirus stava mietendo le sue vittime. Si narrava di gente a letto con un'influenza terribile, con 39-40 °C di febbre, con brividi, nasi colanti e tosse, dolori alle articolazioni, visioni e allucinazioni di ogni tipo (va bene lo ammetto, ora sto esagerando) e la paura che qualcuno si potesse ammalare proprio a ridosso del nuovo anno era più che tangibile.

Non si osava nemmeno prendere in considerazione o nominare uno scenario del genere finchè Bisy disse: “Aiutooo vedo la gente mortaaaa” – no, tranquilli, non era diventato un sensitivo e nemmeno un medium, ma era solo il suo solito modo di lamentare un fastidio, come quando mangiava troppo e la digestione risultava laboriosa. Fatto è che il padrone della casa dei sogni di fine anno era malaticcio, non con l'influenza ma solo raffreddore e tosse, niente di preoccupante che potesse rallentare i preparativi. In questa situazione di malanni generali anche il meteo contribuì facendo scendere le temperature e spolverando di candida neve monti, colline e città. La conca ne uscì parzialmente illesa ma non Colli e fu un divertimento montare teloni e gazebo-ingresso al freddo e al gelo! Intanto il calendario scandiva lo scorrere del tempo finché non segnò la data del 29 Dicembre, iniziavano i giorni cruciali: “Bisilerooo ti porto la prenotazione di 6 persone, come procede a Colli l'organizzazione?” – “ah guarda, bene, ci sono a rotazione Federico, Matteo, Bice, e altri a dare una mano, anzi se puoi vieni anche te nel pomeriggio che non ci dispiace. Fortuna che Rik è andato a fare spesa ieri, appena è tornato a casa non si reggeva in piedi, ora è a letto moribondo co 39,5 °C di febbre” – azz…non ci voleva!

Un capodanno senza Rik non era la stessa cosa, assolutamente. Qualcuno si convertì alle più disparate religioni del mondo, si pregarono vari dei pur di farlo rimettere in sesto per la festa. L'intero universo complottava a suo favore. Dopo la classica spesa per i fuochi d'artificio (e ne approfittiamo per puntare il dito contro una legge inutile), tutto era pronto, mancavano solo le piccole rifiniture. Insieme al materiale pirotecnico arrivò una buona notizia: Rik sarebbe stato a Capodanno, febbre sparita ma strascichi pesanti…poco male, l'importante era averlo!

A Colli era particolarmente freddo quella sera, poca neve lungo i bordi della strada lasciava immaginare lo scenario dei giorni precedenti. Dietro casa baldi giovani stavano cuocendo al forno succulenti piatti degni del migliore chef. Il portico imbandito era già apparecchiato con gli antipasti e tutto era pronto per far festa. Ma la gente? C'era veramente poca gente ed erano le 20:30…uhm…nell'arco di pochi minuti siete arrivati tutti insieme, ma che avete organizzato una carovana? Bello accogliervi ma la maggior parte di voi già era stata ospite di altre feste e altri ancora si riscoprivano amici dopo tanti anni. Colli è magia! Alle ore 21:00 iniziò il cenone e come di consueto eccovi il menù:

Arrivati al secondo primo, molti non avevano più fame ma non si potevano mica lasciare le patate arrosto con al carne o le tradizionali lenticchie con il cotechino! Tra un pasto e l'altro eravamo tutti allietati dalla goliardia tipica dell'occasione e non poteva di certo mancare l'imbutoooo, ormai divenuto prepotentemente tradizione del capodanno a Colli. Come un orologio svizzero ben rodato il cenone terminò alle 23:30, mezz'oretta di cazzeggio e poi via tutti fuori al gelo (ma davanti al falò) a salutare il nuovo anno con il naso verso il cielo ad ammirare lo spettacolo pirotecnico.

Non rimaneva che darsi alla pazza gioia scatenandosi in pista o perché no, chiacchierare amabilmente davanti a un buon sigaro. Grazie a tutti e…alla prossima! Anzi…per noi Colli è Colli, ma voi come siete stati? Cosa vi è piaciuto di più o cosa vi sareste aspettato? Insomma, sono ben accetti complimenti, critiche, consigli. Vi aspettiamo sul Guestbook o se preferite mantenere l'anonimato vi lasciamo la mail: colli@lubisy.it.